venerdì 10 giugno 2011

Eni Award 2011: oggi a Torino i vincitori del premio della società di Paolo Scaroni

Si conclude oggi a Torino al Castello del Valentino (Politecnico – Viale Mattioli, 39) alle ore 11 il ciclo di incontri organizzati in occasione degli Eni Award, il premio istituito dalla società guidata da Paolo Scaroni per sviluppare idee innovative per un migliore utilizzo delle fonti energetiche, per promuovere la ricerca sull'ambiente e per valorizzare le nuove generazioni di ricercatori.

Dopo le lectio magistralis tenute dai vincitori delle varie sezioni del premio a Roma, Catania e Urbino, Gabor A. Somorjai e Martin Landrø, premio ex aequo Nuove frontiere degli idrocarburi, insieme a Gregory Stephanopoulos, premio Energie rinnovabili e non convenzionali, Jean-Marie Tarascon, premio Protezione dell'ambiente, e i due vincitori del premi Debutto nella ricerca, Simone Gamba e Fabrizio Frontalini, partecipano a un talk show per raccontare le loro ricerche.

All'evento, moderato da Gabriele Beccaria, responsabile di Tuttoscienze, La Stampa, partecipano anche Ezio Pelizzetti, rettore dell'Università degli studi di Torino e Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino. L'incontro è l'occasione per presentare alla platea, composta anche da studenti delle scuole primarie e del mondo universitario, le ricerche che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento.

I premiati stimolati dalle domande, sono chiamati a raccontare le loro ricerche e la loro applicazione nella vita quotidiana, per contribuire significativamente a migliorare le modalità di consumo dell'energia.

Somorjai spiega la sua ricerca sulla messa a punto di nuovi catalizzatori utilizzati nei processi di cracking petrolifero, tecnologia chiave per garantire la resa e la qualità dei carburanti, mentre Landrø racconta in cosa consiste lo sviluppo e l'applicazione dell'analisi sismica 4D, che consente di determinare le modifiche cui sono soggetti nel tempo i giacimenti di petrolio e gas e di gestirne lo sviluppo produttivo in modo da incrementare significativamente il fattore di recupero degli idrocarburi.

Gregory Stephanopoulos parla della sua ricerca orientata alla produzione di biocarburanti di seconda generazione, non in competizione con il settore alimentare e Jean Marie Tarascon commenta le sue ricerche volte a sviluppare batterie ad alte prestazioni e di costo contenuto per la diffusione di veicoli elettrici nel settore della mobilità.

Gli "under 30" Simone Gamba e Fabrizio Frontalini, che parlano dei loro studi sull'interpretazione e modellazione del processo di hydrocracking degli idrocarburi e sulla ricerca della specie marina benthic foraminifera, come bio-indicatore di tracce contaminanti in ambiente marino.
L'evento può essere seguito anche in live streaming sulla pagina http://eni.iwebcasting.it/eniaward2011

(http://cambiamenti-climatici.blogspot.com/2011/06/i-vincitori-delleni-award-2011-torino.html)

venerdì 3 giugno 2011

Eni Award 2011: Lectio magistralis per i vincitori

Il 9 giugno si terrà la Lectio Magistralis dei vincitori dell'edizione 2011 dell'Eni Award, il premio istituito dalla società guidata da Paolo Scaroni per sviluppare idee innovative per un migliore utilizzo delle fonti energetiche, per promuovere la ricerca sull'ambiente e per valorizzare le nuove generazioni di ricercatori.

Alle 10.30 a Roma, al Centro Congressi Eni (piazzale Mattei, 1 – ingresso da viale dell'Arte – Roma) danno inizio alla staffetta virtuale di incontri i due premiati ex aequo per le "Nuove frontiere degli idrocarburi" Gabor A. Somorjai e Martin Landrø e il premio debutto nella ricerca Simone Gamba. Somorjai e Landrø terranno la loro lectio magistralis rispettivamente sulla catalisi selettiva per la conversione di idrocarburi attraverso monoparticelle metalliche monodisperse e sui metodi geofisici quadridimensionali per tecniche di recupero assistito di idrocarburi e monitoraggio di stoccaggio geologico di CO2. Per Simone Gamba il tema è la modellazione cinetica e aspetti termodinamici del processo di Hydrocracking degli idrocarburi.

Alle 11.30 a Catania presso l'Aula Magna dell'Università degli studi (Piazza Università, 2) Il premio protezione dell'ambiente Jean-Marie Tarascon tiene la sua lectio magistralis sui nuovi elettrodi ottenuti attraverso processi eco-efficienti per lo sviluppo di batterie Li-ion più "verdi" e sostenibili, in grado di accrescere l'utilizzo di energie rinnovabili e incentivare lo sviluppo della mobilità elettrica.

A chiudere il ciclo di lectio magistralis sono Gregory Stephanopoulos, premio energie rinnovabili e non convenzionali, e Fabrizio Frontalini, premio debutto nella ricerca. Alle 12, a Urbino presso l'aula magna Campus Scientifico (Ex Sogesta), Università degli Studi (località Crocicchia – via Ca Le Suore 2/4 – Urbino) Stephanopoulos racconta la sua ricerca basata dell'ingegnerizzazione di microrganismi per la produzione di biocombustibile da risorse rinnovabili, mentre Frontalini esporrà le sua ricerca sulla specie marina benthic foraminifera come bio-indicatore di tracce contaminanti in ambiente marino.

mercoledì 26 gennaio 2011

Paolo Scaroni firma accordo con Petrochina: rafforzamento per gli idrocarburi non convenzionali

Paolo Scaroni, l'amministratore delegato di Eni, ha firmato venerdì a Pechino un memorandum of understanding con Jiang Jiemin, presidente di Cnpc-Petrochina, la più grande oil company quotata al mondo, per nuove opportunità di business in Africa e Nord America.
L'operazione ha incontrato i favori del mercato (leggi articolo sui mercati di Sauro Dozzini) con il titolo che ha chiuso in guadagno dell'1,97% a 17,64 euro.

L'intesa tra Paolo Scaroni e Jiang Jiemin prevede il rafforzamento reciproco per avviare operazioni nel ramo degli idrocarburi convenzionali e non in Africa, mentre Eni metterà a disposizione le proprie competenze nel gas shale maturate in Nord America.

Lo shale gas è un gas naturale ricavato da particolari rocce sedimentarie, per lo più argilla, che si sono formate in centinaia di milioni di anni e si può estrarlo fratturandole. Il più grande potenziale giacimento del mondo è negli Stati Uniti, tra lo stato di New York e la Virginia, segue appunto la Cina che sta iniziando adesso le prime esplorazioni.

La collaborazione tra Eni e Petrochina riguarderà anche il settore delle tecnologie avanzate e lo sfruttamento delle risorse di olio e gas non convenzionali.

Un importante passo avanti per la società di Paolo Scaroni in Medio Oriente (dove è attivo fin dal 1984), in un'area geografica in continua espansione (anche nel 2010 la Cina è cresciuta del 10,5%, attraendo investimenti diretti dall'estero per 105 miliardi di dollari, un primato mondiale).

Nel Mar cinese meridionale, la società, attraverso Eni-China, è co-operatore assieme a Cnooc e Chevron del consorzio Cact, che assicura all'azienda un approviggionamento quotidiano di 12 mila barili di olio equivalente. Soglia che potrebbe aumentare grazie all'avvio di nuovi giacimenti nell'anno in corso.

(da Agoravox: "L'Eni si rafforza in Cina")

lunedì 13 dicembre 2010

Sicilia. Il mondo scientifico si mobilita contro il rischio di chiusura delle aree naturali protette

Nel bilancio regionale 2010 sono stati tagliati drasticamente i fondi destinati ai Parchi ed alle Riserve Naturali della Sicilia; ulteriori e più consistenti tagli sono previsti dalla Legge Finanziaria 2011, sino a ridurre di oltre il 70% le risorse per la conservazione della natura e per la gestione delle aree naturali protette.

Le conseguenze rischiano di essere gravissime: per la conservazione di specie e habitat, spesso protetti anche a livello nazionale ed europeo; per l’aumento delle conoscenze naturalistiche; per la valorizzazione e la promozione dei territori in cui ricadono i parchi e le riserve; per la sensibilizzazione e la crescita culturale delle comunità locali; per la nascita ed il rafforzamento di uno sviluppo economico sostenibile, basato sulla tutela e fruizione dei beni ambientali e culturali. Il taglio dei fondi per la gestione ordinaria delle aree naturali protette e la mancata attivazione delle risorse comunitarie rischiano di consegnare interi territori all’abbandono, al degrado ed alla speculazione edilizia.

In particolare le riserve naturali gestite dalle Associazioni Ambientaliste sono già ad un passo dalla chiusura per mancanza di fondi; eppure hanno garantito in questi anni importanti risultati in diversi settori, e costituiscono spesso fondamentali presidi di legalità in contesti difficili.

I Parchi e le Riserve Naturali della nostra Regione svolgono un insostituibile ruolo di laboratori scientifici all’aperto e custodiscono un importante patrimonio di biodiversità che richiede attenzione e protezione, e che può costituire un’imperdibile occasione di sviluppo sostenibile. Inoltre la maggioranza delle aree naturali protette siciliane ricade in Zone di Protezione Speciale ed in Siti di Importanza Comunitaria voluti da due direttive dell’Unione Europea, per i cui piani di gestione sono state impegnate grandi risorse intellettuali, tecniche ed economiche.

La salvaguardia della biodiversità non può essere solo un impegno di facciata, ma deve concretizzarsi con azioni coerenti che abbiano obiettive ricadute positive sulle risorse naturali. Chiediamo quindi al Governo ed al Parlamento regionali, nell’Anno Internazionale della Biodiversità, di garantire alle Aree Naturali Protette le risorse necessarie per la loro gestione, e di lavorare per un complessivo rilancio delle politiche di conservazione della natura.
(da http://www.italiainformazioni.com/)