giovedì 17 maggio 2012

Case prefabbricate in legno: un elogio alla resistenza

Costruzioni prefabbricate e condizioni climatiche estreme non possono convivere? Sbagliato! Basta guardare la casa costruita dalla FlatPak Studio, chiamata Week’nder, nel Wisconsin. A renderla resistente al vento, che in quelle zone raggiunge le 160 miglia orarie, e al freddo pungente, è la combinazione tra legno e vetro termico, i quali rendono queste case resistenti e confortevoli sia nella stagione calda che durante il grande freddo. Altro grande vantaggio è la possibilità di costruirle anche in aree sismiche.
I prefabbricati sono personalizzabili e componibili secondo il gusto e le esigenze di spazio del proprietario. Possono infatti raggiungere fino a quattro piani in altezza. Il rivestimento interno è resistente alle termiti, mentre i locali beneficiano di ventilazione e luce naturale, nonché una pavimentazione ben riscaldata. Infine, il tetto in vetro può sopportare grandi carichi di neve.
Il primo prototipo, costruito e collaudato in Wisconsin, è stato trasportato sul Lago Superiore e ora si trova sulla Madeline Isle, una delle isole dell’arcipelago del lago, dove vive l’attuale proprietario.

giovedì 10 maggio 2012

Tegole fotovoltaiche: il tetto che produce energia

Dopo i pannelli da installare sul tetto o in giardino, arrivano le tegole fotovoltaiche: si integrano perfettamente alla struttura dell’edificio, sono efficienti ed esteticamente belle.

Il problema estetico ha spesso ostacolato la diffusione dell’energia solare in Italia, paese ricco di borghi antichi e centri storici dove l’installazione dei pannelli solari è non solo antiestetica, ma anche vietata dalla legge. La tegola solare permette di risolvere il problema. E’ già presente sul mercato da circa un anno ed è studiato per diversificarsi in modo da ottenere una perfetta integrazione col paesaggio.
Le tegole solari sono di fatto dei piccoli pannelli applicati sulla parte piatta della tegola o tra una tegola e l’altra. Un grande vantaggio è che il tetto va solo parzialmente modificato e non totalmente rifatto.

Esistono anche coppi solari, ideali per le zone sottoposte a rigide normative paesaggistiche.

L’offerta di tegole e coppi solari cresce a vista d’occhio e i produttori sono già un buon numero, a tutto vantaggio dell’occupazione e di una auspicabile ripresa economica.

martedì 21 febbraio 2012

L’hamburger artificiale che aiuta l'ambiente

L'eccessivo consumo di carne, nella nostra dieta alimentare, non costituisce solo un problema per la salute dell'individuo, anche per quella del pianeta. Per produrre un chilo di carne di manzo servono 15mila litri d'acqua e per venire in contro alla richiesta del mercato vengono allevati tre miliardi di animali, causando uno squilibrio delle risorse del pianeta. Insomma, la carne è un problema, sotto vari aspetti. Un problema che potrebbe essere risolto con la produzione di un nuovo tipo di carne in provetta. Qualcuno sta per riuscirci.

Mark Post, direttore del dipartimento di fisiologia dell' Università di Maastricht, durante il meeting della American Academy of Arts and Sciences a Vancouver, Canada, ha annunciato di essere sulla buona strada per creare l'hamburger artificiale. Post e il suo team di ricercatori sono riusciti a "coltivare" in un siero di feto di vitello minuscoli pezzi di muscolo ottenuti dalle cellule dei muscoli delle ossa. Mescolando questi pezzi con sangue e grasso, ottenuto artificialmente, si arriverà all'hamburger artificiale definitivo.

Post afferma che i tessuti prodotti in laboratorio hanno la stessa struttura di quelli originali. E anche lo stesso sapore? Calma, una cosa per volta. Carne e sapore sono due fattori su cui lavorare separatamente, come ha spiegato il professore, bisognerà capire “ quali componenti della carne producono effettivamente il gusto”. Comunque, l’hamburger artificiale potrà risultare forse più buono, sapendo che la sua produzione diminuisce del 60% l’impatto ambientale.

Produrre il primo eco-hamburger è costato 250mila euro, ma Post invita a non lasciarsi impressionare da questa cifra. Nel tempo la tecnologia migliorerà e i prezzi scenderanno. Il primo hamburger compatibile non rimarrà in una teca del laboratorio, ma passerà alla cucina e verrà servito al ristorante Fat Duck di Berkshire dallo chef tre stelle Michelin Heston Blumenthal.
(da life.wired.it)

mercoledì 23 novembre 2011

Allungare la vita del forno riducendo i consumi di gas

Una corretta combustione, nei forni e nei bruciatori, permette di raggiungere importanti obiettivi per l'ambiente:
1. ridurre i consumi di gas
2. allungare la vita del forno
3. tenere sotto controllo le emissioni inquinanti.

Per questo motivo, l’analisi della combustione è molto importante ed esiste un apposito strumento per effettuarla correttamente: l'analizzatore di combustione. La misura dei valori di Ossigeno, CO e NOx permette di ottimizzare i parametri di combustione dei bruciatori.
Si può vedere una demo interattiva sull'utilizzo dell'analizzatore di combustione su testonews.it >>