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giovedì 2 settembre 2010

Paolo Scaroni in Libano: gas naturale ed energia

Paolo Scaroni, l'amministratore delegato di Eni, ha incontrato oggi a Beirut il presidente del Libano, Michel Suleiman per discutere di possibili aree di cooperazione per lo sviluppo del settore del gas naturale e del settore elettrico in Libano.
Lo comunica una nota del gruppo Eni, attualmente la principale compagnia petrolifera internazionale che opera nel bacino del Mediterraneo.

(da efficienzaenergetica2008.blogspot.com)

venerdì 14 maggio 2010

Valutare la sostenibilità delle biomasse

Il 18 maggio a Milano il Comitato Termotecnico Italiano darà il via ad un gruppo di lavoro normativo. Obiettivo, definire una specifica tecnica nazionale che uniformi la valutazione della CO2 risparmiata nell’uso delle biomasse solide a fini energetici.

"Quanta anidride carbonica si risparmia all’ambiente impiegando nel settore energetico biomasse al posto dei combustibili fossili? Nei ‘calcoli di sostenibilità’ va tenuto conto dell’intero ciclo di vita del prodotto, dalla coltivazione al trasporto fino all’uso vero e proprio e nel caso vengano impiegati residui agricoli e forestali di origine europea i valori che si ottengono risultano estremamente interessanti. Secondo i dati forniti da Bruxelles, i risultati attesi possono addirittura sfiorare il 100% come, ad esempio, con l’utilizzo del cippato di legno o la paglia di grano.
In realtà quantificare tale risparmio non è sempre facile, soprattutto per le aziende su piccola scala. Poiché le diposizioni comunitarie (direttiva 2009/28/CE) prevedono che le Amministrazioni pubbliche e gli operatori eseguano queste valutazioni, il Comitato Termotecnico Italiano (CTI) il prossimo 18 maggio darà ufficialmente il via a un nuovo gruppo di lavoro normativo sui “Criteri di sostenibilità della biomassa solida per applicazioni energetiche”.
L’iniziativa risponde all’esigenza di fornire degli strumenti pratici ai soggetti pubblici e privati che intendono valutare la sostenibilità ambientale dell’utilizzo di combustibili diversi dai biocarburanti. Il lavoro vuole arrivare alla creazione di standard a livello nazionale per le biomasse solide definiti tramite Specifiche Tecniche UNI, rispondendo, dunque, a questo problema, con la definizione e semplificazione di norme per il calcolo della sostenibilità nei termini di CO2 evitata."
(da Rinnovabili.it)

lunedì 22 marzo 2010

L’energia e il suo utilizzo compatibile per l’ambiente

All’interno della “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile”, Fondazione Idis-Città della Scienza e Ceicc-Napoli presentano a Città della Scienza, dal 22 al 26 marzo, un’iniziativa di Europe Direct: esperimenti interattivi e dimostrazioni scientifiche spiegheranno come in natura si produce energia.
Il consumo energetico è in costante aumento in Europa, accrescendo in tal modo la dipendenza dall’importazione di combustibili fossili e pregiudicando la sicurezza dell’approvvigionamento. L’uso intensivo dei combustibili fossili, inoltre, ha un impatto negativo sull’ambiente e non ci sono dubbi ormai sull’urgenza di ridurre le emissioni di anidride carbonica e rallentare il processo di riscaldamento globale.
Dal 22 al 26 Marzo, anche a Napoli, sarà promossa la “Settimana europea dell’energia sostenibile” (EUSEW 2010), un’iniziativa della Commissione Europea lanciata nel 2005 al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’Unione nel settore delle fonti energetiche rinnovabili, dell’efficienza energetica, dei trasporti puliti e dei combustibili alternativi. La campagna, inoltre, costituisce un valido supporto alle azioni che i paesi dell’UE stanno attuando per rispettare i parametri fissati
dal Protocollo di Kyoto.
Una serie di esperimenti e dimostrazioni scientifiche illustreranno attraverso quali fonti naturali può avvenire la produzione energetica. Uno spazio importante sarà dedicato all’energia prodotta dai combustibili fossili – gas, petrolio, carbone – e dalle trasformazioni fisico-chimiche che si verificano durante i cicli di produzione. Infine, saranno affrontate le tematiche legate alle fonti energetiche non tradizionali – con particolare attenzione per l’energia solare e il fotovoltaico – e sarà proposta un’interessante dimostrazione scientifica: la produzione di biodiesel a partire da oli vegetali.
(da Rinnovabili.it)

sabato 16 gennaio 2010

Alce: si alle biomasse a Fornoli

Ok alla riconversione dell’Alce per garantire l’occupazione e l’indotto. Coldiretti, la maggiore organizzazione agricola del territorio (www.lucca.coldiretti), punta sulla riconversione della cartaria Alce di Fornoli ad impianto di produzione di energia da biomasse per assicurare il futuro alle aziende agricole boschive – in tutto un centinaio – oggi “disoccupate” al pari dei 100 dipendenti dell’azienda. Il progetto proposto alla Provincia di Lucca per “salvare” l’ormai ex cartaria e i suoi lavoratori, piace a Coldiretti che chiede di “andare avanti e di proseguire nell’iter che porterà alla riconversione dell’impianto produttivo” precisando però come sia importante anche “verificare l’eventuale impatto ambientale sul territorio” come richiesto dai Comitati.

Quello boschivo è un indotto estremamente corposo per l’area che tradotto in numeri significa oltre 3 mila quintali di legname al giorno, circa 1 milione all’anno composto per la maggior parte da tronchi di albero (castagno, pioppo, ontano e faggio) ma anche di ramaglie frutto della lavorazione dei pali. E centinaia di famiglie che “vivono” grazie al bosco. Secondo Coldiretti attualmente l’energia prodotta nelle campagne produce solo il due per cento del totale ma stima che questa percentuale salirà all’8% entro il 2020. Oggi l’Italia importa energia da fonti fossili per oltre l’80% del fabbisogno, mentre il costo dell’energia elettrica è superiore del 30% rispetto a quello degli altri Paesi europei. “Grande impulso verrà dato alla produzione di energia da biomassa – spiega Dina Pierotti, Presidente Provinciale Coldiretti – l’opportunità di creare una centrale a Fornoli, e di conseguenza una filiera corta agro-energetica va in questa direzione. Il mondo agricolo può fare la sua parte anche in questo settore, e la farà. L’energia del futuro viene dall’agricoltura”. Coldiretti spiega quali saranno i benefici. Oltre a produrre direttamente la materia prima, gli imprenditori agricoli possono trarre grande vantaggio dalla produzione e dalla vendita di energia, con effetto di riduzione della dipendenza energetica e ricadute benefiche sulla bolletta energetica nazionale. La diversificazione e integrazione delle fonti di reddito e la creazione di occupazione in zone marginali sono alcune tra le più importanti ricadute sociali, mentre a livello ambientale sono fattori rilevanti sia la riduzione delle emissioni di gas inquinanti nell’atmosfera, che il potenziale ripristino della fertilità del terreno in ambienti marginali. “Dalla centrale a biomasse può nascere una nuova economia – conclude il Direttore Provinciale, Francesco Ciarrocchi – può rappresentare un’opportunità di sviluppo di un settore che ha un forte impatto di servizio alla collettività. Da qui nasce l’esigenza, da parte di tutti, di valutare bene, e attentamente, i benefici per l’occupazione e per la popolazione”.
(da rinnovabili.it)

mercoledì 20 maggio 2009

Incentivi per l'energia da biomasse. Confagricoltura ringrazia

Confagricoltura ha apprezzato l’approvazione in Senato della nuova tariffa facente parte dell’emendamento incluso nella legge 1195. Si tratta di incentivi sulla produzione di energia elettrica da biomasse pari a 0,28 €/Kwh. Questa tariffa, cumulabile con gli altri incentivi pubblici, sarà una buona opportunità per gli imprenditori agricoli e per le loro attività, anche perché consentirà indubbi vantaggi per gli investimenti degli imprenditori agricoli, un consistente risparmio nella bolletta energetica nazionale a causa delle minori quantità di petrolio da importare, una minore produzione di CO2 da combustibili fossili e un migliore utilizzo dei rifiuti urbani.
Soddisfatta Confagricoltura, secondo cui le nuove energie “costituiscono una chance in più per far emergere il ruolo protagonista degli agricoltori nella green economy e nello sviluppo del Paese”.
(da Rinnovabili.it)

venerdì 10 aprile 2009

Metti l'alga nel serbatoio

Un pieno di alghe. Potrebbe essere questa, tra poco, la richiesta da rivolgere al benzinaio, che magari non si chiamerà neanche più così, e che invece di fare il pieno di gasolio riempirà il serbatoio con un carburante che deriva dalle alghe. Organismo di struttura semplice, unicellulare o pluricellulare, che produce ossigeno ed era già presente in natura oltre un miliardo e mezzo di anni fa, se capita tra i piedi d'estate, l'alga fa solo ribrezzo. E invece è in grado di fornire una biomassa che non ha bisogno di terre arabili per essere prodotta, come accade invece per il mais o la soia, accusate (anche dall'Ocse) di essere causa di deforestazione e fame quando utilizzate come biocarburanti. L'alga può essere coltivata al chiuso, in serre riscaldate, oppure all'aperto, in uno stagno o in acqua marina anche inquinata, perché si nutre dei contenuti delle acque reflue e di anidride carbonica. Si moltiplica velocemente, garantendo anche 50 raccolti all'anno e può produrre, per ettaro, 15 volte più biodiesel di altre coltivazioni (come l'olio di palma). Gli ostacoli alla sua produzione sono legati alla disponibilità commerciale e ai prezzi di mercato: la sfida più grande per la ricerca è fare in modo che il processo di decomposizione della biomassa avvenga in un tempo tale da permettere alla produzione di biocarburante da alga di essere economicamente competitiva oltre che sostenibile, il tutto a un costo inferiore ai 60 dollari al barile. Ad oggi, teoricamente, si stima una resa possibile tra i 1.000 e i 20 mila litri di biocarburante per ettaro, a seconda della specie di alga coltivata. Facendo due rapidi calcoli, visto che il potenziale di produzione dei soli Stati Uniti si aggira intorno ai 16 milioni ettari, gli Usa potrebbero produrre abbastanza alghe da sostituire completamente il petrolio come carburante e lasciare all'agricoltura 180 milioni di ettari di terreni agricoli per uso alimentare. Secondo l'European biodiesel board (Ebb), che pochi giorni fa ha tenuto a battesimo l'European algae biomass association, la nuova piattaforma europea per lo sviluppo dei biocarburanti e delle bioenergie, l'Italia è uno dei paesi in cui la sperimentazione sulle alghe ha raggiunto i livelli più avanzati. Il 24 marzo scorso, il porto di Venezia, ad esempio, ha annunciato il lancio della prima centrale ad alghe italiana, che sarà operativa nei prossimi due o tre anni. «L'idea di fondo è di produrre non solo biocarburanti, ma bioenergia. Questo significa coltivare le alghe all'interno di appositi bioreattori, poi bruciarle come biomassa e recuperare la CO2 emessa per nutrire le nuove alghe nei bioreattori». Che quello delle alghe sia un business ghiotto lo dimostrano diversi esperimenti condotti da grandi compagnie petrolifere, tra cui anche l'Eni. Solo qualche giorno fa l'amministratore delegato del Cane a sei zampe, Paolo Scaroni, ha spiegato che lo sfruttamento delle alghe è la strada giusta per i biocarburanti, perché garantisce energia pulita e riduzione di emissioni e dà risultati migliori della colza su cui stanno puntando forte Brasile, Stati Uniti e l'Estremo oriente. Ma l'ultima novità nel settore viene da Shell, che ha annunciato l'avvio dei lavori per costruire alle Hawaii la prima raffineria di alghe da combustibile. Ancora, l'americana Solazyme, specializzata in biologia sintetica, ha annunciato una partnership con Chevron per produrre e distribuire, entro i prossimi tre anni, biocarburante proveniente dalle alghe in grado di sostituire il diesel tradizionale. Non solo, ha anche ricevuto un finanziamento da 45 milioni di dollari per sviluppare il progetto e ha presentato la nuova Mercedes C320, alimentata proprio ad alghe.Sempre negli Stati Uniti, Boeing e Honeywell hanno creato Users Group, un consorzio che ha l'obiettivo di testare la produzione di biodiesel da alghe per i motori degli aerei. E un'altra americana, GreenFuel, ha annunciato di star avviando, in Spagna, un progetto di coltivazione in serra di 100 ettari di alghe. L'investimento previsto è di 92 milioni di dollari e la produzione stimata di 25 mila tonnellate di alghe da destinare al biodiesel. (da Milano Finanza)

martedì 14 ottobre 2008

Dal seme alla benzina, ecco il futuro dell’energia

I nuovi carburanti, articolo dell'Opinione

Il 20 ottobre prossimo si compirà un altro importante passo in avanti nel cammino verso la diffusione di una informazione chiara e oggettiva in materia di fonti rinnovabili, in modo particolare di carburanti e combustibili da fonti biologiche. Di tale argomento negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare, soprattutto in coincidenza con il vertice della Fao tenutosi a Roma durante il mese di giugno. Che cosa ci possiamo aspettare dallo sviluppo di tali prodotti, una possibile soluzione al problema dell’approvvigionamento energetico o un incremento incontrollabile della fame nel mondo? La risposta, in un senso o nell’altro, a questa domanda produce conseguenze di rilevanza planetaria nel bene o nel male e, pertanto, giustamente si susseguono dibattiti e prese di posizione a livello internazionale da parte di autorità scientifiche e politiche, nonché del mondo industriale. Una cosa è certa: come tutti i beni economici, anche i biocarburanti sono soggetti alle spietate regole del mercato, trattandosi di prodotti che subiscono un rilevante accrescimento di valore durante il ciclo di trasformazione, in grado di far mutare un piccolo seme in energia. Ma se la realtà sta in questi termini, come può essere criticato un progetto destinato a contribuire a risolvere il problema energetico partendo da un prodotto agricolo, quindi, per sua stessa natura, completamente rinnovabile? Al pari di molti altri esempi in cui la società, di fronte ad una scelta criticabile dei metodi utilizzati per assicurare la soluzione di un problema, tende a ricomprendere nell’oggetto della critica la stessa soluzione che di per sé, invece, era ottimale, anche nel settore agroenergetico l’aspra critica nei confronti delle strategie seguite per garantire un adeguato approvvigionamento delle materie prime vegetali ai produttori di biocarburanti ha finito per coinvolgere la stessa proposta di soluzione, la bioenergia, unica vera alternativa, al momento, ai carburanti e ai combustibili fossili

giovedì 25 settembre 2008

Tremonti: "I biocarburanti un crimine contro l'umanita'?"

I biocarburanti un crimine contro l'umanita'? Il dubbio e' stato sollevato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso del suo intervento di apertura della quarta conferenza mondiale sul futuro della scienza che ha per tema "food and water for life". "Considerato quanto assorbono di terra per l'agricoltura, quanto forzano il ciclo delle irrigazioni, quanto assorbono di petrolio, per esempio per i trattori - ha detto Tremonti - non ho ancora capito se investire in biocarburanti sia un obbiettivo positivo e propositivo, come tale assunto in Europa dalla Commissione Europea, o se invece e' un crimine contro l'umanita". (Agi)

mercoledì 6 agosto 2008

4° Salone int. delle tecnologie e dell'industria dei biocarburanti

Dall'1 al 4 ottobre 2008 a Fiera di Roma, nell'ambito di ZEROEMISSION ROME 2008 e in contemporanea ad altri saloni specializzati dedicati alle energie rinnovabili, avrà luogo la 4° edizione di BIOFUEL EXPO, il Salone Internazionale delle tecnologie e dell'industria dei biocarburanti liquidi.

BIOFUEL EXPO è l'unico evento italiano e per il Mediterraneo dedicato al mercato e all'industria dei biocarburanti liquidi "sostenibili", che rappresentano una valida alternativa energetica e climatica ai combustibili fossili per autotrazione e per usi civili ed industriali.