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giovedì 4 dicembre 2014

Ivrea 24 Sharing Torino: housing sociale e attenzione all'ambiente

Ivrea 24 Sharing Torino è il progetto di social housing, nato con il sostegno di Cassa depositi e prestiti, a costi calmierati e impatto ambientale ridotto.
“Ormai, dopo quattro anni di gestione - spiega  l'ad di Sharing Torino Mario Ferretti - possiamo dire che si tratta di un successo riconosciuto dagli inquilini, dal quartiere e dalla città”.
Nata dalla partecipazione di un bando della città di Torino per l’acquisto, la ristrutturazione e la gestione di un palazzo di proprietà delle Poste di 10.000 mq, la struttura ha già accolto quasi 3.000 persone fra studenti, genitori single, parenti di degenti negli ospedali cittadini, lavoratori fuori sede.
La struttura offre numerosi servizi di promozione sociale: ambulatorio dentistico, sportelli di assistenza psicologica, legale e occupazionale, attività educative, assistenza scolastica, un ristorante  a costi calmierati, un bar, servizi di car e bike sharing. 
Compatibile con la città, grazie a questi servizi, ma anche con l’ambiente. L’edificio utilizza materiali a bassa manutenzione, impianti fotovoltaici e solare termico per la produzione di acqua calda. Il giardino viene irrigato grazie a un sistema di recupero dell'acqua piovana. Tutto, dall’intonaco agli infissi, è eco-sostenibile. E conveniente: il consumo energetico è più basso del 30%, le spese di riscaldamento del 10%.
Numeri e idee che sono valse a Sharing il Premio innovazione amica dell’Ambiente del 2013 e il titolo di Eco Leader di TripAdvisor livello Argento. (fonte "CDP: l'Italia che investe nell'italia")

giovedì 20 novembre 2014

Da CDP 3,6 milioni di euro per il fotovoltaico all'Univeristà di Urbino

Dal 2011 l’Università di Urbino ha installato sui propri terreni un campo fotovoltaico con una potenza di 907 kilowatt. La realizzazione dell’opera è stata possibile grazie ad un finanziamento di Cassa depositi e prestiti di 3,6 milioni di euro.
L’impianto è composto da 3.492 moduli fotovoltaici, ciascuno con una potenza di 260W, e produce mediamente 1.200.000 kWh per anno. Un quantitativo in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 300 abitazioni. Un'ottima notizia per l’ambiente, visto che per produrre la stessa energia sarebbe stato necessario bruciare circa 260 tonnellate equivalenti di petrolio, immettendo in atmosfera circa 600 tonnellate di Co2.
Sessanta moduli solari sono a disposizione degli studenti della Facoltà di Scienza e tecnologia dell’università per fare didattica e ricerca. L’energia prodotta è utilizzata per il fabbisogno energetico dell’Ateneo, il resto è immesso in rete. Secondo le previsioni l’impianto dovrebbe ripagarsi completamente entro il 2018.

mercoledì 15 ottobre 2014

Dai molluschi nuove idee per il fotovoltaico del futuro

Tridacna gigante
Dai segreti dei più grandi molluschi bivalve esistenti sulla Terra - scrive ANSA - nuove idee per all'industria dell'energia solare. Un team di ricercatori dell'università di Santa Barbara ha scoperto che le cellule iridescenti della Tridacna Gigante riescono a mettere in moto un complesso processo di autosostentamento dell'animale che potrebbe essere utilizzato in futuro per far progredire la tecnologia dei pannelli solari o dei bio carburanti.
Secondo lo studio, pubblicato sul Journal of the Royal Society Interface, le vivaci valve blu di questi grandi molluschi presenti in tutta la regione Indo-Pacifica forniscono un ruolo simbiotico fondamentale nel dare energia a questi animali: le cellule iridescenti fanno filtrare luce solare nel tessuto del mollusco creando così un'illuminazione delicata ma uniforme per milioni di alghe unicellulari che utilizzano a loro volta la luce solare per alimentare la fotosintesi portando così energia alla Tridacna Gigas.
"I riflessi colorati e brillanti delle vongole giganti potrebbero un giorno ispirare nuove forme di tecnologie pulite", ha detto Alison Sweeney, della University of Pennsylvania. Prendendo spunto dalla composizione e comportamento del maxi mollusco, "una lucentezza riflettente potrebbe aiutare le celle solari a rimanere fresche anche quando sono esposte alla luce solare intensa, senza surriscaldarsi troppo" ed inoltre potrebbero fare progredire la produzione di biocarburanti algali.

giovedì 11 settembre 2014

La Cina scommette sul fotovoltaico

La Cina ha annunciato una serie di incentivi per il fotovoltaico in autoconsumo, e cioè per impianti allocati sui tetti o nei pressi di aziende energivore. Gli incentivi dovrebbero far crescere il settore a partire dal secondo semestre, prevede Bloomberg New Energy Finance, che per il 2014 ha corretto al rialzo le stime sulla potenza installata portandole a 14 GW, di cui 3,3 GW realizzati nel primo semestre. Accanto alla crescita del solare, la Cina vede diminuire il consumo di carbone. Ad agosto le importazioni sono diminuite per il secondo mese consecutivo, calando di circa il 18% a 18,86 milioni di tonnellate. A incidere, oltre a una crescita economica più lenta e all'aumento dell'idroelettrico, sono le politiche di Pechino contro l'inquinamento. Il mese scorso il governo ha anche annunciato che vieterà il carbone in sei distretti entro il 2020, proprio nel tentativo di migliorare la qualità dell'aria. (fonte Ansa)

giovedì 21 agosto 2014

Boom del fotovoltaico: nel 2015 la domanda sarà di 61 GW

Dopo anni di eccessi produttivi che hanno portato al crollo vertiginoso dei prezzi e alla chiusura di diverse fabbriche, i pannelli fotovoltaici potrebbero a breve non bastare per soddisfare la crescente domanda. Lo evidenzia Bloomberg New Energy Finance, secondo cui l'insufficiente disponibilità di moduli potrebbe verificarsi l'anno prossimo.

In base all'analisi, le nuove installazioni mondiali potrebbero raggiungere i 52 GW nel 2014 e i 61 GW nel 2015, rispetto ai 40 GW del 2013. L'industria globale ha una capacità produttiva annua di 70 GW, ma tolte le linee produttive obsolete si scende a 59 GW, inferiori alla domanda attesa nel prossimo anno.

La carenza di pannelli disponibili non si verificava dagli albori del settore, nel 2006, quando venne installata una capacità di appena 1,5 GW. Dall'anno seguente i principali produttori cinesi hanno iniziato ad espandersi in modo massiccio, determinando la riduzione dei prezzi.

Per gli analisti, tuttavia, la scarsità di offerta non dovrebbe portare a un innalzamento dei prezzi. Nell'immediato si determinerà probabilmente uno spostamento delle forniture, con i produttori che privilegeranno i grandi impianti al settore residenziale e i Paesi dove i prezzi sono stabili, come Usa e Giappone, a quelli in cui c'è una forte competizione sui listini, come in America Latina. Diversi produttori, tuttavia, stanno già espandendo gli impianti per far fronte alla crescita della domanda. (fonte Ansa)

lunedì 14 gennaio 2013

Abu Dhabi: il primo atlante della distribuzione globale delle risorse energetiche rinnovabili

Ieri, 13 gennaio 2013, alla terza conferenza plenaria dell'Agenzia Internazionale delle Energie rinnovabili in corso ad Abu Dhabi, la delegazione cinese ha annunciato che la Cina ha in piano di aderire ufficialmente all'Agenzia nel corso dell'anno, così da rafforzare la cooperazione con i vari paesi nel campo della tecnologia di utilizzo delle energie e quindi promuovere la costruzione del mercato globale delle energie rinnovabili.
Nel corso dei lavori, il rappresentante degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato che il presidente Sheikh Khalifa ha approvato ufficialmente l'accordo di installazione negli Emirati Arabi Uniti della sede generale dell'Agenzia Internazionale delle Energie rinnovabili. Si tratta della prima organizzazione internazionale con sede generale in Medioriente. Lo stesso giorno è anche stato pubblicato il primo atlante mondiale della distribuzione globale delle risorse energetiche rinnovabili, messo a disposizione del pubblico in rete. L'iniziativa mira a valutare e classificare le risorse naturali utilizzabili per la creazione di energie rinnovabili, come l'illuminazione solare, l'energia eolica e delle maree, ecc.

venerdì 7 settembre 2012

Legambiente premia i comuni italiani “campioni” del solare

Cigliano, Bentivoglio, Narni, Forli’ e Bologna con una menzione speciale per la creazione di una ‘mappa’ del solare. Questi sono i comuni vincitori del campionato solare 2012 premiati da Legambiente perche’ ”piu’ avanti nella rivoluzione energetica pulita, conveniente, moderna e democratica” rispetto ”alle fonti fossili”. Il campionato solare, curato da Legambiente in collaborazione con Gse (Gestore servizi energetici) e Sorgenia, e’ una competizione tra comuni, nata per capire e raccontare i risultati di diffusione del solare termico e fotovoltaico in Italia. ”Il solare a luglio – osserva Legambiente – raggiungendo l’8% della produzione in Italia e’ la migliore risposta a chi vuole fermare le rinnovabili”. I premiati – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – sono ”in testa alle classifiche anche per precise scelte di politica energetica, che hanno permesso di spingere l’innovazione”. Secondo i dati di Terna, citati da Legambiente, ”nei primi sei mesi del 2012 il solare fotovoltaico ha garantito il 6,8% della produzione netta nazionale”. Legambiente chiede ”all’Autorita’ per l’energia e al ministro Passera di togliere tutte le barriere allo sviluppo”.
Ecco la mappa dei comuni vincitori:
  • PICCOLI COMUNI: Cigliano, in provincia di Vercelli, si aggiudica la prima posizione grazie ai suoi 17,8 MW (Megawatt) di impianti solari fotovoltaici e 199,75 metri quadrati di solare termico;
  • COMUNI MEDI: Bentivoglio, in provincia di Bologna, vince grazie a 15,9 MW complessivi di impianti fotovoltaici distribuiti su 112 impianti;
  • COMUNI MEDIO-GRANDI: Narni, in provincia di Terni, vince grazie a 45 MW di impianti fotovoltaici installati, 266 impianti, e 47,27 metri quadrati di solare termico;
  • COMUNI GRANDI: Forli’ sale sul gradino piu’ alto del podio grazie a 664 metri quadrati di solare termico e 37 MW di pannelli fotovoltaici.

giovedì 10 maggio 2012

Tegole fotovoltaiche: il tetto che produce energia

Dopo i pannelli da installare sul tetto o in giardino, arrivano le tegole fotovoltaiche: si integrano perfettamente alla struttura dell’edificio, sono efficienti ed esteticamente belle.

Il problema estetico ha spesso ostacolato la diffusione dell’energia solare in Italia, paese ricco di borghi antichi e centri storici dove l’installazione dei pannelli solari è non solo antiestetica, ma anche vietata dalla legge. La tegola solare permette di risolvere il problema. E’ già presente sul mercato da circa un anno ed è studiato per diversificarsi in modo da ottenere una perfetta integrazione col paesaggio.
Le tegole solari sono di fatto dei piccoli pannelli applicati sulla parte piatta della tegola o tra una tegola e l’altra. Un grande vantaggio è che il tetto va solo parzialmente modificato e non totalmente rifatto.

Esistono anche coppi solari, ideali per le zone sottoposte a rigide normative paesaggistiche.

L’offerta di tegole e coppi solari cresce a vista d’occhio e i produttori sono già un buon numero, a tutto vantaggio dell’occupazione e di una auspicabile ripresa economica.

lunedì 10 ottobre 2011

Architettura green: la Bligh Office Tower, il grattacielo eco-sostenibile

Sydney esibisce finalmente il suo vanto architettonico, la Bligh Office Tower, un grattacielo ecosostenibile al 100% progettato dallo studio tedesco “Ingenhoven Architects”, vincitori del concorso indetto da Dexus Property nel 2006.
La torre eco-friendly, che è stata inaugurata dal primo ministro Julia Gillard a settembre, si compone di 28 piani e si trova al centro del quartiere di affari della metropoli. Il grattacielo ecosostenibile ha ricevuto riconoscimenti ufficiali che attestano l’impegno verso un’edilizia sostenibile attraverso il Green Star Standard, rilasciato dal Green Building Council che premia gli edifici a basso impatto ambientale. Tra le caratteristiche vincenti del grattacielo vi sono la spettacolare illuminazione diurna e la ventilazione naturale, ottenute anche con la predisposizione di un atrio alto quanto l’intero grattacielo. Tra le caratteristiche che hanno permesso la certificazione c’è anche il sistema di filtraggio delle acque presenti nel seminterrato, che permette di recuperare le acque di scarico e di renderle nuovamente utilizzabili. Ulteriore motivo di riconoscimento è la facciata a doppia pelle ventilata, indispensabile per ridurre al minimo gli sprechi di energia. L’edificio vanta anche un asilo nido per ospitare i bambini dei dipendenti, due caffetterie ed un parcheggio sotterraneo per le auto. Il basso impatto ambientale è supportato anche dalla predisposizione di 300 parcheggi dedicati esclusivamente alle bici.

lunedì 12 settembre 2011

Edera fotovoltaica

Che i pannelli fotovoltaici fossero utili, nessun dubbio. Ma sulla loro possibile irruzione nei territori del design in veste di protagonisti, beh, qualche dubbio in più se li erano fatti venire. Come spesso accade per le invenzioni, una volta appurata la solidità dei meccanismi tecnologici la palla passa ai profeti del bello, investiti del compito di rendere piacevole ciò che già funziona.

È così che il principio di catturare l'energia del sole si è unito all'idea di bellezza, ed è nata Solar Ivy, un sistema modulare di mini pannelli solari simili a foglie d'edera, capaci di rivestire in un modo davvero insolito le facciate di case ed edifici. Ma c'è di più. L'edera solare è in grado di generare energia sfruttando non solo i raggi del sole, ma anche il movimento naturale del vento sulle foglie.

Il sistema è personalizzabile secondo le proprie esigenze e, oltre a scegliere fra tre tipi di pannello fotovoltaico, è possibile decidere forma, densità e colore delle foglie, quest'ultimo teoricamente infinito. Una volta definite le caratteristiche estetiche e funzionali, Solar Ivy si assembla come una rete; può assumere forme rigide o curve e si monta con molta facilità. In media, cinquecento foglie di edera solare generano circa 250 watt di energia.

Dalla SMIT, la società di Brooklyn che commercializza Solar Ivy, ci tengono a precisare che materiali e componenti di Solar Ivy sono riciclati e riciclabili. Per ora, il primo edificio americano che sarà rivestito della straordinaria edera solare sarà, come è prevedibile, un campus, l'Università dello Utah di Salt Lake City.

(da Viridea.it)

martedì 19 ottobre 2010

L’inquinamento ambientale preoccupa gli italiani

Secondo la ricerca realizzata dalla società di ricerche Lorien Consulting e dal mensile edito da Legambiente La Nuova Ecologia e presentata al forum QualEnergia, per 7 italiani su 10 le questioni ambientali sono da affrontare con urgenza.  Inquinamento e spreco di risorse si collocano infatti al secondo posto nella classifica delle maggiori preoccupazioni degli intervistati, subito dopo il lavoro, scelto da 9 italiani su 10.

A livello nazionale le questioni prioritarie sono considerate i rifiuti e la promozione delle energie rinnovabili, ritenute urgenti da oltre la metà del campione (58,6 %). A livello locale, invece, l'attenzione si sposta su mobilità e trasporti, considerati i problemi più urgenti dal 46,5 % degli intervistati.

Oltre il 75 % degli italiani sostiene che a livello pubblico si potrebbe fare molto di più per l’ambiente e il 61,5 % ritiene inefficiente l’operato delle amministrazioni locali. Tra le fonti rinnovabili più conosciute, al primo posto troviamo solare e fotovoltaico, (65 %), seguiti da eolico e idroelettrico.

Il nucleare è citato soltanto da 2 italiani su 10 e il 58 % si definisce contrario agli investimento nel nucleare nella Penisola. Se poi la centrale fosse costruita nella regione di residenza, la percentuale sale al 66 %.

Tra i comportamenti sostenibili degli italiani, la percentuale di chi utilizza lampadine a risparmio energetico è pari al 98 %, i pannelli solari termici sono scelti dal 47,5 % e quelli fotovoltaici dal 47,3 %.

(da Maristella Pinna,  "Le cose come stanno")

venerdì 27 agosto 2010

Paolo Scaroni: Rinnovabili? C'è un grande futuro ma tra 20 o 40 anni

Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, durante il suo intervento a CortinaIncontra, ha dichiarato: "C'e' un grande futuro per le rinnovabili, ma fra 20, 30, 40 anni. Le rinnovabili, almeno quelle che conosciamo oggi e abbiamo a disposizione sono una cosa piccola piccola e che non ha nessuna possibilità di risolvere i bisogni di energia dell'umanità".
"Questo - ha continuato Paolo Scaroni - non per dire di non farle ma per sapere che non andiamo da nessuna parte. Le rinnovabili, in particolare in Italia, sono di due tipi: l'eolico e ricordiamo che per far girare le pale ci vuole vento, e l'Italia è il paese meno ventoso del pianeta", e il solare, ma "i pannelli che voi usate sono di una tecnologia vecchissima, anteguerra, che non ha potuto evolvere, basata sul silicio che ha un costo energetico elevatissimo per essere prodotto".
Secondo Paolo Scaroni, in conclusione, "bisogna essere pronti con le possibili alternative per quando finiranno gli idrocarburi, tra 80 o 90 anni".

mercoledì 12 maggio 2010

Assosolare compie 4 anni: un bilancio

Assosolare festeggerà quest’anno a settembre quattro anni di attività.
Il presidente Gianni Chianetta, intervistato da Sofia Capone per rinnovabili.it, fa un bilancio:

“Il mercato del fotovoltaico è una grande scommessa che non può essere vinta senza la collaborazione delle istituzioni regionali, provinciali e comunali che devono recepire le agevolazioni poste in essere dalle autorità centrali e promuoverle a livello locale. Il Conto energia e la sua definizione è stata da sempre il cavallo di battaglia di Assosolare che, nella precedente versione, ha dato il suo contributo. Contribuito da cui è nato un sistema di incentivazione che oggi può essere utilizzato sia da una famiglia che da un’industria o da chi vuole investire per costruire una vera centrale di energia fotovoltaica. Il nostro impegno continuerà in tal senso. Sicuramente poi in Italia c’è un gap da colmare e la comunicazione su questi temi sta nascendo solo ora. I media hanno la responsabilità di informare correttamente i cittadini, il Governo di legiferare al meglio e anche la nostra Associazione cercherà di promuovere un’informazione precisa e autorevole. E’ necessario far comprendere ai cittadini l’importanza economica e ambientale dell’energia solare, informare correttamente sui meccanismi legislativi e far capire la convenienza economica degli incentivi destinati al fotovoltaico oltre, naturalmente, allo sviluppo della formazione per creare delle figure professionali utili al mercato”

martedì 4 maggio 2010

Paolo Scaroni inaugura con Mit il 'Solar Frontiers Center'

L'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni e il presidente del Massachusetts Institute of Technology (Mit) Susan Hockfield hanno inaugurato, tagliando un nastro rosso nell'edificio 13 del prestigioso ateneo in Massachusetts, il Solar Frontiers Center, centro che promuove la ricerca sulle tecnologie solari avanzate attraverso progetti che spaziano dai nuovi materiali fotovoltaici alla produzione di idrogeno da energia solare. L'inaugurazione del centro rappresenta il fulcro della collaborazione siglata nel febbraio del 2008 tra Eni e il Mit.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)

lunedì 22 marzo 2010

L’energia e il suo utilizzo compatibile per l’ambiente

All’interno della “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile”, Fondazione Idis-Città della Scienza e Ceicc-Napoli presentano a Città della Scienza, dal 22 al 26 marzo, un’iniziativa di Europe Direct: esperimenti interattivi e dimostrazioni scientifiche spiegheranno come in natura si produce energia.
Il consumo energetico è in costante aumento in Europa, accrescendo in tal modo la dipendenza dall’importazione di combustibili fossili e pregiudicando la sicurezza dell’approvvigionamento. L’uso intensivo dei combustibili fossili, inoltre, ha un impatto negativo sull’ambiente e non ci sono dubbi ormai sull’urgenza di ridurre le emissioni di anidride carbonica e rallentare il processo di riscaldamento globale.
Dal 22 al 26 Marzo, anche a Napoli, sarà promossa la “Settimana europea dell’energia sostenibile” (EUSEW 2010), un’iniziativa della Commissione Europea lanciata nel 2005 al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’Unione nel settore delle fonti energetiche rinnovabili, dell’efficienza energetica, dei trasporti puliti e dei combustibili alternativi. La campagna, inoltre, costituisce un valido supporto alle azioni che i paesi dell’UE stanno attuando per rispettare i parametri fissati
dal Protocollo di Kyoto.
Una serie di esperimenti e dimostrazioni scientifiche illustreranno attraverso quali fonti naturali può avvenire la produzione energetica. Uno spazio importante sarà dedicato all’energia prodotta dai combustibili fossili – gas, petrolio, carbone – e dalle trasformazioni fisico-chimiche che si verificano durante i cicli di produzione. Infine, saranno affrontate le tematiche legate alle fonti energetiche non tradizionali – con particolare attenzione per l’energia solare e il fotovoltaico – e sarà proposta un’interessante dimostrazione scientifica: la produzione di biodiesel a partire da oli vegetali.
(da Rinnovabili.it)

sabato 20 febbraio 2010

Progettazione di impianti solari termici per il raffrescamento.

Si è appena concluso il progetto europeo SOLAIR, che si propone di diffondere la tecnologia degli impianti solari termici per il raffrescamento.

Sul sito del progetto – www.solair-project.eu – sono disponibili tutti i risultati dei tre anni di ricerca sul Solar Cooling. Si segnalano, in particolare, le linee guida per la progettazione, in lingua italiana. Sono inoltre scaricabili un catalogo di impianti realizzati, materiali didattici, analisi di mercato e presentazioni sulla tecnologia.

Tutti i documenti sono reperibili su www.solair-project.eu

venerdì 3 aprile 2009

Energia da fonti rinnovabili: la spinta di Profumo e Scaroni

Alessandro Profumo e Paolo Scaroni danno una spinta all’energia solare. Enipower e UniCredit hanno allargato una precedente intesa per sostenere lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Doppia la convenienza per le piccole imprese: economica e ambientale. Per questo, sottolineano i due protagonisti dell’accordo, l’intesa prosegue e cresce, offrendo alle aziende soluzioni integrate «chiavi in mano».Grazie alla partnership tra Enipower e UniCredit (avviata Paolo Scaroni, ad Eni nel 2007 e oggi estesa a Uni- Credit Banca, UniCredit Banca di Roma e Banco di Sicilia), le piccole imprese possono installare impianti fotovoltaici senza preoccuparsi di dover affrontare alcun anticipo in corso d’opera nei confronti di Enipower, la quale riceverà il pagamento dell’impianto soltanto a partire dalla stipula della convenzione con il Gse (Gestore servizi elettrici), fase che segue la messa in esercizio dell’impianto, consentendo così all’impresa di ottenere sin da subito risparmi sui consumi energetici e di beneficiare nel contempo dei contributi pubblici previsti dall’attuale normativa. L’offerta è relativa a impianti dai 10 ai 100 kilowatt.Enipower, in particolare, fornirà la progettazione, l’installazione e la posa in opera dell’impianto, assistendo le imprese anche nell’espletamento delle pratiche necessarie per ottenere i contributi pubblici. Parallelamente, Uni- Credit, con l’obiettivo di sostenere sotto il profilo finanziario le aziende che scelgono l’energia fotovoltaica, offrirà soluzioni finanziarie dedicate, che ampliano la durata dei finanziamenti e che consentono di coprire fino al 100% dell’investimento per la realizzazione dell’impianto, compresa la copertura assicurativa. (dal Corriere della Sera)

martedì 31 marzo 2009

Toscana Energia, dal gas al fotovoltaico

Una controllata gestirà le energie rinnovabili, trattativa per cedere i clienti all´Eni di Paolo Scaroni (da Repubblica)

TOSCANA ENERGIA - che nel 2008 è al top tra le partecipate del Comune di Firenze per volume di utili (11,9 milioni, +25,2%) e che quindi porterà circa 2,2 milioni nelle casse di Palazzo Vecchio - punta a svilupparsi nel campo delle energie rinnovabili e dei servizi, ad uscire dal settore della gestione clienti e guarda alla quotazione in Borsa. Non più solo gestione delle rete del gas, dunque, per la società nata tre anni fa dal matrimonio tra una novantina di Comuni fiorentini, pisani e pistoiesi da una parte e Italgas di Eni dall´altra: 438 dipendenti, 655.000 misuratori e 1.043,5 milioni metri cubi di volume di gas vettoriato, nel 2008 fatturato a 78,4 milioni (+10,9%) e investimenti a 34 milioni (+16%). Toscana Energia conta di sviluppare i nuovi servizi mediante un´apposita società controllata, la pisana Toscana Servizi che è stata acquistata a fine anno, che avrà presto un nuovo nome e si occuperà di impianti fotovoltaici, illuminazione, teleriscaldamento, gestione calore, cogenerazione. «Siamo interessati - spiega il presidente di Toscana Energia Lorenzo Becattini - a realizzare e gestire impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica purché abbiano una dimensione industriale». Per far crescere la nuova società, Toscana Energia conta di alimentarne il capitale sociale attraverso quanto ricaverà dall´uscita da Toscana Energia clienti, controllata all´80% da Eni. Becattini spera che la trattativa si concluda in tempi brevi. «La gestione della clientela può avvenire in modo più efficace su scala nazionale - dice - per questo contiamo che Eni acquisti la nostra quota della società in cambio di oltre una decina di milioni di euro. Nella nuova società assumeremo un cinquantina di persone». La Borsa? Becattini non chiude: «Se ne potrà parlare concretamente dopo il 2010-2011 se usciremo dalle gare per il rinnovo delle concessioni con l´attuale zoccolo duro di 105 Comuni serviti per altri 12 anni».

venerdì 27 marzo 2009

Gli scienziati al G-8: inversione di rotta nell'uso dell'energia

Tra il 2030 e il 2050 dovremo realizzare una vera inversione di rotta nell'uso dell'energia. Le rinnovabili dovranno avere la supremazia o quasi. Il nucleare dovrà rinascere senza scorie, con i detriti impiegati come nuovo carburante. Petrolio, carbone e gas dovranno sorreggere progressivamente questa riconversione accompagnando una corsa parallela all'efficienza energetica. Lo scenario, per quanto azzardato possa sembrare, viene dai migliori scienziati del pianeta riuniti a Roma per il "G8 della scienza" organizzato dall'Accademia dei Lincei e sponsorizzato da Edison (si veda Il Sole 24 Ore del 25 marzo) che dovrà suggerire ai politici del prossimo G8 le strategia da adottare su due versanti solo apparentemente distinti: l'energia, appunto, e i flussi migratori.Verso fine secolo con l'energia " pulita"? Sfida obbligata, ammoniscono gli scienziati. Perché se la macchina della ricerca non accelererà, la negligenza nel combattere il riscaldamento globale da CO2 avvierà il pianeta ad una fine irreversibile.Un grande monito dalla due giorni i corso a Roma. Ma anche un invito a vedere, in tutto ciò, i lati positivi. «L'impulso alla ricerca sulle nuove tecnologie energetiche può essere un fattore chiave per un nuovo sviluppo economico, sia per i paesi industrializzati sia per quelli emergenti» si leggerà nel documento finale già abbozzato dagli scienziati. Che lanciano i loro suggerimenti senza troppa paura di disturbare i politici e i loro opportunismi.Ecco ad esempio Guy Laval, dell'Accademia francese delle scienze. Le scorie nucleari sono oggi un problema risolvibile? No, dice senza mezzi termini lo scienziato del paese che più usa l'atomo elettrico. Le scorie, insieme ai pesantissimi investimenti necessari, rappresentano oggi i veri nodi del nucleare, insiste in una relazione anche il collega d'Accademia Jean Salencon. Ma ecco la soluzione: «il nucleare di quarta generazione potrà usarle queste scorie come nuovo combustibile. Teniamole lì, per ora rassegnamoci, e intanto acceleriamo al ricerca sulla nuova tecnologia che risolverà il problema» dice Laval. Il segnale, un po' imbarazzante,è duplice. Da una parte la meta della quarta generazione, magari tra qualche decennio, è raggiungibile. Dall'altra qualcuno potrebbe essere tentato di incrementare i depositi delle attuali scorie proprio in previsione di rivendersele un domani come carburante.Non meno laico è Lu Yongxiang, dell'Accademia delle scienze cinese. Proprio lui, che rappresenta il paese più ingordo di nuovo petrolio e di nuove centrali a carbone, traccia l'obbligo e l'opportunità di contenere il più possibile il ricorso ai combustibili fossili per sviluppare le rinnovabili, specie il solare termico e fotovoltaico. «In Cina abbiamo le condizioni migliori del pianeta» azzarda. E azzarda ancor di più quando disegna il nucleare del futuro: «grandi centrali assolutamente pulite ma anche microreattori a bordo delle auto e dei satelliti».

venerdì 13 febbraio 2009

La benzina delle canaglie

La Casa Bianca lancia il progetto «Nuova energia per l'America»: tra gli obiettivi, non comprare più petrolio dagli stati «nemici». L'unico citato per nome è il Venezuela: da Caracas arriva il 12% del greggio Usa, che però da soli coprono il 50% dell'export venezuelano. Chavez se la ride, ma alcuni esperti non sono d'accordo, spiega il manifesto

La storia del petrolio venezuelano è legata alla principale potenza «consumatrice» del pianeta, gli Stati Uniti, ma se il nuovo piano su energia e ambiente del presidente Barack Obama raggiungerà i suoi obiettivi, entro un decennio Caracas non potrà più contare sul mercato statunitense per greggio e derivati. Il piano «Nuova energia per l'America», lanciato il 26 gennaio da Washington, prevede tra i primi quattro obiettivi quello di «eliminare le nostre attuali importazioni da Medio Oriente e Venezuela, entro 10 anni». Nel firmare i decreti per la realizzazione del piano, Obama ha dichiarato che uno dei suoi obiettivi è rendersi indipendente dal petrolio «proveniente da regimi ostili», attraverso un risparmio nel consumo di almeno 14 milioni di barili al giorno a partire dal 2011.«Gli serve il nostro greggio»I primi commenti del presidente venezuelano Hugo Chávez sono arrivati il 2 febbraio. «A me sembra che al presidente Obama abbiano fatto prendere lucciole per lanterne sul tema dell'energia», ha dichiarato, ribadendo che Washington continuerà a dipendere dal petrolio importato. Chávez, che ha valutato il piano in termini globali e senza uno specifico riferimento al caso venezuelano, si è complimentato per la decisione della nuova amministrazione Usa di promuovere l'uso di energia pulita, offrendosi di collaborare nel dare impulso all'energia solare, eolica o delle correnti marine. «Tutto ciò mi sembra meraviglioso, ma difficilmente gli Usa nel breve periodo si libereranno dal petrolio, di cui hanno bisogno come l'aria, come l'ossigeno», ha assicurato Chávez, per il quale nei prossimi anni «sarà inevitabile un incremento nel consumo di petrolio» a livello mondiale.