venerdì 27 agosto 2010

Paolo Scaroni: Rinnovabili? C'è un grande futuro ma tra 20 o 40 anni

Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, durante il suo intervento a CortinaIncontra, ha dichiarato: "C'e' un grande futuro per le rinnovabili, ma fra 20, 30, 40 anni. Le rinnovabili, almeno quelle che conosciamo oggi e abbiamo a disposizione sono una cosa piccola piccola e che non ha nessuna possibilità di risolvere i bisogni di energia dell'umanità".
"Questo - ha continuato Paolo Scaroni - non per dire di non farle ma per sapere che non andiamo da nessuna parte. Le rinnovabili, in particolare in Italia, sono di due tipi: l'eolico e ricordiamo che per far girare le pale ci vuole vento, e l'Italia è il paese meno ventoso del pianeta", e il solare, ma "i pannelli che voi usate sono di una tecnologia vecchissima, anteguerra, che non ha potuto evolvere, basata sul silicio che ha un costo energetico elevatissimo per essere prodotto".
Secondo Paolo Scaroni, in conclusione, "bisogna essere pronti con le possibili alternative per quando finiranno gli idrocarburi, tra 80 o 90 anni".

venerdì 6 agosto 2010

Eolico: per Legambiente è efficiente e lontano dalle mafie

"L'eolico e' un settore strategico per il futuro dell'Italia. Occupa 25 mila persone e fornisce elettricita' per 4 milioni di famiglie. Il 'buon vento' rappresenta una componente fondamentale di una nuova economia che puo' essere ben integrata nel paesaggio e contribuire a risollevare dalla crisi il nostro Paese. Per questo l'eolico va difeso, con grande energia, dai fenomeni corruttivi e da qualsiasi tentativo d'infiltrazione d'interessi illeciti o, peggio ancora, della criminalita' organizzata".
Cosi' Legambiente ha voluto affrontare, per fare chiarezza, il tema dell'eolico e le polemiche che negli ultimi mesi hanno spesso accostato questa fonte energetica a inchieste della magistratura e a fenomeni illeciti.
E ha censito 7 inchieste rilevanti, condotte dal 2006 a oggi, che riguardano l'eolico.
Indagini che hanno conosciuto un'accelerazione a partire dal 2009 e che riguardano in particolare cinque regioni: Sardegna, Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. "Eppure - afferma - , nonostante la presenza invasiva in queste regioni delle organizzazioni mafiose e gli ovvi interessi di chi cerca ogni occasione per ottenere illegalmente facili profitti, l'eolico e' di gran lunga il settore economico meno condizionato da fenomeni criminali e d'illegalita'. Basta confrontare questi numeri con quelli del traffico illecito di rifiuti oppure con quelli del ciclo illegale del cemento. Nel periodo gennaio 2006 - luglio 2010 infatti, sono state compiute in Italia 111 operazioni contro i trafficanti di rifiuti con 609 arresti e 360 aziende coinvolte. Vale la pena sottolineare, peraltro, che delle indagini in corso sull'eolico soltanto una si e' già conclusa con una sentenza di condanna primo grado (l'operazione Eolo), mentre diverse non sono ancora arrivate alla fase del rinvio a giudizio".
Di piu': "grazie all'attività degli investigatori oggi non c'è pressoché traccia di energia eolica 'illegale' che viaggi nella rete elettrica (i provvedimenti cautelari scaturiti dalle inchieste sono quasi sempre stati emessi durante le fasi di progettazione e autorizzazione, bloccando gli impianti ancora sulla carta, prima che si realizzassero le opere e che i parchi cominciassero a produrre energia).
Inoltre, non e' possibile beneficiare di fondi europei o pubblici per la realizzazione degli impianti. Da tempo in Italia gli incentivi vengono concessi solo per l'energia elettrica effettivamente prodotta. Se le pale sono installate in aree dove non c'e' vento rimangono ferme. E poiche' gli impianti eolici si possono realizzare solo laddove il vento soffia davvero, il futuro di questa fonte energetica sta nel concorrere insieme alle altre rinnovabili in un processo di riconversione energetica e non di rappresentare l'alternativa, da sola, al petrolio. Insomma, i numeri sembrano smentire le accuse circolate in questi mesi riguardo alla permeabilita' di questo settore rispetto alla criminalità"
(Asca)

martedì 27 luglio 2010

Nigeria: più fondi per tutelare le risorse naturali

Piu' risorse a tutela dell'ambiente, in particolare per la lotta contro la desertificazione e l'erosione delle coste. Lo ha assicurato il presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan. "La ricchezza", ha detto, "deriva certamente dallo sfruttamento e dalla valorizzazione delle risorse naturali, ma se l'ambiente che ci circonda e' degradato e poco rispettato diventa impossibile garantire benessere ai cittadini". Le maggiori risorse promesse arriveranno attraverso il Fondo nazionale ecologico costituito con una legge del 1984, la quale stabilisce che il 10 per cento di questo fondo puo' essere allocato secondo le indicazioni del presidente. Le priorita' individuate da Jonathan, in effetti, sembrano rispettare il locale 'manuale Cencelli' che sovrintende ogni decisione nigeriana: la lotta alla desertificazione garantisce denaro alle regioni settentrionali toccate dal Sahara, la protezione delle coste spedisce soldi agli Stati del sud bagnati dall'Atlantico.
(AGIAFRO)

giovedì 15 luglio 2010

Paolo Scaroni: il risparmio è più vantaggioso delle rinnovabili

Secondo Paolo Scaroni, l'Ad di Eni, in Europa il consumo di petrolio può calare.

E' quanto Scaroni ha affermato intervenendo a margine di un panel sull'energia, nell'ambito della seconda edizione del Forum economico e finanziario per il Mediterraneo in corso a Milano.

Paolo Scaroni ha posto l'accento sul risparmio energetico, una soluzione che rispetto alle energie rinnovabili presenterebbe maggiori vantaggi in termini ambientali ed economici e “un potenziale che è il multiplo di qualunque cosa si possa immaginare in termini di rinnovabili”. Secondo Paolo Scaroni, “prima di immaginare di riempire con mulini a vento località che non hanno vento e di coprire il nostro scarso territorio con pannelli solari che usano una tecnologia vecchia di 80 anni, bisogna esplorare tutte le strade per risparmiare energia”.

Paolo Scaroni ha ricordato che gli Stati Uniti, “il Paese più sprecone al giorno in termini energetici”, consumano 26 barili di petrolio pro capite al giorno, mentre l'Europa (“più risparmiosa perché ci sono le accise sulla benzina”) ne consuma 12. “Senza voler portare il livello di vita dei cittadini europei a quello di Cina e India che consumano rispettivamente 2 e 1 barile al giorno - ha detto Paolo Scaroni - sono convinto che c'è facilmente spazio per un'Europa che consuma 9 barili di petrolio al giorno”.

Secondo Paolo Scaroni sono ancora “piuttosto lontani” i tempi per un utilizzo pieno dell'energia rinnovabile. “Prima che si possa scendere da 12 a 9 barili a colpi di rinnovabili, ne passa”, sottolinea Scaroni, quindi conviene puntare sul risparmio energetico, “il tasto più redditizio in termini ambientali e del portafoglio di noi europei”.

(Casaeclima.com)